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MARTEDÌ 03 GENNAIO 2017

di Sara Rocutto

Città del Bio, nata nel 2003, è un’associazione nazionale composta da comuni ed enti territoriali creata per favorire a livello locale lo sviluppo dell’agricoltura biologica, la diffusione di una sana educazione alimentare, l’alleanza tra città e territori per cambiare i rapporti tra chi produce e chi consuma e la nascita di biodistretti.

I primi aderenti sono stati alcuni comuni piemontesi, terra d’origine dell’associazione, ma oggi fanno parte delle Città del Bio comuni sparsi su tutto il territorio nazionale: in pochi anni la rete si è diffusa coinvolgendo Lazio, Sicilia, Calabria, Liguria, Campania, Umbria.

Oltre a mettere a disposizione un marchio da utilizzare per la promozione dei prodotti tipici territoriali – coltivati con metodo biologico o lotta integrata - l’associazione svolge attività di supporto alle amministrazioni per la realizzazione di progetti che permettano di sfruttare bandi e fondi pubblici atti allo sviluppo delle produzioni locali.

Nelle Terre del Giarolo, dove Città del Bio sta contribuendo alla nascita di un biodistretto a cui aderiscono una trentina di comuni, uno dei progetti appena portati a termine ha portato circa 400 maialini da allevare con metodo biologico in Val Borbera con lo scopo di accorciare la filiera della produzione del Salame nobile del Giarolo. Al di là dei buoni propositi è quindi un'idea che pare funzionare, riuscendo ad avere ricadute reali sugli aderenti.
Città del Bio collabora anche con biodistretti già esistenti, come quelli del Cilento, dei Monti Dauni in Puglia e quello delle “Colture Mediteranee Terre del Bio” in Sicilia.

Ma cosa si intende quando si parla di biodistretto? Un biodistretto è un’area geografica dove tutti gli attori in campo (amministrazioni pubbliche, aziende, associazioni e consumatori) stringono un accordo per una gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo.
La creazione di reti collaborative è oggi requisito necessario per poter accedere e gestire al meglio fondi pubblici e permette di avere una base solida con cui proporsi per intraprendere progetti anche a livello europeo.
Anche per questo nascerà ufficialmente a febbraio, durante la BIOFACH - World´s Leading Trade Fair for Organic Food – di Normberga, “Organic Cities Network”, una rete tra le città dell’Unione Europea, con l’obiettivo di sviluppare la diffusione del biologico, la sana alimentazione, la salvaguardia delle piccole produzioni, etc.

A sostegno dell’attività istituzionale di Città del Bio nel 2015 è nato in Italia anche un intergruppo parlamentare composto da 46 Deputati e Senatori raccolti attorno l’associazione “Amici del Bio” con numerosi obiettivi, tra i quali, si legge “dare visibilità in Parlamento alle istanze dell’agricoltura biologica e sociale”. 

E se lo scetticismo rispetto all'operato istituzionale di questo gruppo parlamentare è più che lecito, qualche fiducia nell'idea che la costruzioni di reti e associazioni di sostegno abbia qualche utilità occorre averla. In fondo le quote di adesione a Città del Bio sono accessibili a qualsiasi amministrazione. E ciò che funziona viene difficilmente abbandonato quando nel tempo si cambiano le casacche...

citta del bio logo

Organic Cities Network e Fondazione Bio Euro Mediterranea

A cura di  Andrea Di Bella

Martedì 6 dicembre 2016, presso l’Europarlamento di Bruxelles, l’Associazione Città del Bio è stata protagonista di un incontro alla presenza delle città di Vienna, Parigi, Norimberga, Correns, del rappresentante permanente al consiglio europeo, lo slovacco Matej Hudec, degli europarlamentari italiani Paolo De Castro Brando Benifei e del bavarese Albert Dess, nonché di molti altri ospiti testimoni del lancio della rete europea delle città del bio: ORGANIC CITIES NETWORK.


L'incontro belga arriva a seguito della prima sessione di discussione viennese dello scorso ottobre. L’accordo ufficiale, come concordato durante l’incontro, verrà sottoscritto a Norimberga a metà febbraio 2017, in occasione della Fiera del Biologico (Biofach), in programma dal 15 al 18 nella città tedesca.

Città del Bio ha anche illustrato il programma della costituzione di una Fondazione Bio Euro Mediterranea, un centro di formazione e di acquisizione di sistemi di tracciabilità nonché di ricerca e sviluppo. Inoltre, l’Associazione ha dato la propria disponibilità a coordinarne la nascita ed i lavori, relazionandosi con i governi locali e centrali dei paesi del bacino del Mediterraneo, disponibilità accordata dalle municipalità presenti all’assise di Bruxelles.


In questo contesto, sono già avvenuti preziosi contatti tra Città del Bio e le autorità locali e le associazioni della formazione e dello sviluppo agricolo di Tunisi.

Ha confermato la propria disponibilità fattiva a lavorare al progetto anche l'onorevole Benifei, giovane Eurodeputato molto attivo tra gli italiani a Strasburgo.


Alcuni tra i temi principali di discussione di Bio Euro Mediterranea:

  • la sovranità alimentare
  • la sicurezza alimentare
  • la salvaguardia delle piccole produzioni
  • lo sviluppo dell'etichetta narrante
  • la formazione dei futuri agricoltori biologici dei territori della sponda sud del Mediterraneo
  • iniziative di educazione alimentare

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ORGANIC CITIES NETWORK

Martedì 6 dicembre siamo stati protagonisti, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles – evento a cui ha lavorato per molti mesi il nostro vicepresidente Claudio Serafini – di un incontro alla presenza delle città di Vienna, Parigi, Norimberga, Correns, del rappresentante permanente al consiglio europeo, lo svolacco Matej Hudec, degli europarlamentari italiani Paolo De Castro e Brando Benifei, del bavarese Albert Dess, e di molti altri ospiti, nonché testimoni lancio della rete europea delle città del bio: ORGANIC CITIES NETWORK.

L'accordo ufficiale, come concordato nell’incontro in sede europea, verrà sottoscritto a Norimberga a metà febbraio, in occasione della fiera del biologico (Biofach) in programma dal 15 al 18. 

Città del Bio ha inoltre illustrato il programma della Fondazione Bio Euro Mediterranea, un centro di formazione e di acquisizione di sistemi di tracciabilità nonché di ricerca e sviluppo. L'associazione ha inoltre dato la propria disponibilità a coordinare la Fondazione, in contatto con i governi locali e centrali dei paesi del bacino del Mediterraneo. In questo contesto, in più, abbiamo avuto preziosi contatti con i ministeri della formazione e dello sviluppo agricolo della Tunisia ed ha confermato la propria disponibilità fattiva a lavorare al progetto l'onorevole Benifei, Eurodeputato molto attivo e presente tra gli italiani a Strasburgo.